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Guida Michelin Italia 2020

Mercoledì 6 novembre è stata presentata al Teatro Municipale di Piacenza la 65° edizione della Guida Michelin Italia. La città è stata sotto i riflettori delle principali testate giornalistiche nazionali e internazionali, con la possibilità di mettere in luce le proprie eccellenze.

È  stata  presentata  al  Teatro  Municipale  di Piacenza  la  65° edizione  della  Guida  Michelin Italia, che si conferma la seconda Guida più stellata al mondo. Ogni  anno,  dall’edizione  2018,  il  gruppo  dei  tristellati  è  cresciuto. 
Nella  Guida  Michelin Italia 2020 si inserisce nel novero dei più prestigiosi ristoranti Enrico Bartolini al MUDEC. Enrico Bartolini ha conquistato la sua prima stella nel 2010 a le Robinie e poi nel 2011 al Ristorante  Devero,  la  seconda  nel  2014.  Nel  2017  approda  al  MUDEC,  confermando  la seconda stella e guadagnando oggi la terza.
Sono 328 i ristoranti dalla “cucina di grande qualità, che merita la tappa”, dei quali 30 new entry: le  regioni  più  ricche  di  novità  sono  la Lombardia,  la Campania e  la Toscana,  alle  quali sono state assegnate più del 50% delle nuove stelle.

>>> Leggi a fondo pagina il comunicato completo con tutti i premi.

“La presentazione della Guida Michelin a Piacenza – commenta il Sindaco Patrizia Barbieri – opportunità nata nell’ambito della proficua collaborazione che siamo riusciti a instaurare all’interno di Destinazione Turistica Emilia tra la nostra città e quelle di Parma e Reggio-Emilia, è una straordinaria vetrina per tutto il nostro territorio, che può raccontare le sue eccellenze non solo enogastronomiche di fronte a un’eccezionale platea di giornalisti e chef stellati. L’appuntamento del 6 novembre rappresenta il migliore antipasto per i grandi eventi che caratterizzeranno la nostra città per tutto il 2020 nella cornice di Emilia2020 per Parma capitale italiana della cultura”.

 

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“Alla scoperta di Piacenza” - Nelle scorse settimane il sito ufficiale della Guida Michelin ha dedicato al fascino del territorio piacentino e al suo patrimonio ricco di meraviglie un articolo che, richiamando le origini storiche di Placentia, “desiderio di piacere”, come la chiamarono i Romani quando la fondarono nel 218 a.C., si sofferma sul ruolo di cerniera tra la pianura e gli Appennini interpretato dal nostro territorio fin dal Medioevo.

Non mancano poi numerosi riferimenti allo scrigno di bellezze architettoniche e artistiche che Piacenza conserva e un approfondimento sul patrimonio gastronomico della cucina piacentina “che può ben definirsi tipicamente regionale nell’interpretare al meglio quei caratteri di golosità e generosità che l’hanno resa celebre in tutto il mondo”.
La crescita qualitativa e la ricca diversità enologica dei vini locali, i piatti tipici “che hanno valicato i confini provinciali per diventare classici della cucina italiana” (dai pisarei e fasö agli anolini in brodo), i formaggi e i tre salumi dop, caso più unico che raro, completano il ritratto di un territorio che non solo sul versante enogastronomico, in Italia e nel mondo, non ha nulla da invidiare a nessun altro.
“Pronti a scoprire Piacenza e farvi cogliere della sua sindrome?”, chiude simpaticamente l’articolo ricordando le parole di Stendhal che di passaggio in città nel 1816 ebbe a dire, riferendosi al Teatro Municipale, che è “tra i più belli, anzi il più bello d’Italia”.

 


 

 

Il video di presentazione di Piacenza

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