Descrizione
E' online l'elenco dei gestori dei centri estivi che hanno aderito al progetto Conciliazione vita-lavoro, che prevede l’erogazione di contributi destinati ai nuclei familiari con figli in possesso di specifici requisiti di età, di reddito e occupazionali per l’abbattimento delle rette di frequenza dei centri estivi.
Il progetto, promosso dalla Regione Emilia-Romagna e finanziato a valere sulle risorse di cui al Programma FSE+, è stato approvato con DGR n. 368 del 16 marzo 2026.
Tra i compiti dei Comuni rientra l’individuazione, tramite procedura pubblica, dei gestori aderenti; sulla base delle adesioni pervenute verrà formalizzato e pubblicizzato l’apposito “Elenco distrettuale dei centri estivi aderenti”.
Sarà pubblicato a breve il bando per le famiglie, che nel frattempo possono attivarsi per acquisire l’ISEE 2026 presso i CAF del territorio.
Il contributo per la frequenza potrà essere, come lo scorso anno:
- euro 100,00 per settimana se la retta settimanale di frequenza prevista dal gestore del centro estivo è uguale o superiore;
- pari all’effettiva retta settimanale di frequenza se la stessa è inferiore a Euro 100,00; complessivamente fino a un massimo di Euro 300,00 per figlio.
I requisiti di ammissibilità al contributo richiesti alle famiglie saranno in sintesi i seguenti:
- residenza: il genitore può chiedere il contributo se residente nel Comune
- età dei figli: compresa tra i 3 e i 13 anni (nati dal 01/01/2013 al 31/12/2023) o fino ai 17 anni (nati dal 01/01/2009 al 31/12/2023) se con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992 (o con invalidità certificata ai sensi della legge 102/2009) indipendentemente dall’attestazione ISEE
- reddito: attestazione ISEE pari o inferiore a Euro 26.000,00. Sarà valida l’attestazione ISEE 2026 o, in alternativa (solo per chi non ne è in possesso), quella del 2025, nonché, nei casi previsti dalle disposizioni vigenti, l’ISEE corrente
- stato occupazionale: entrambi i genitori, o l’unico, nei casi di famiglie monoparentali, occupati ovvero lavoratori dipendenti, parasubordinati, autonomi o associati, comprese le famiglie nelle quali uno o entrambi i genitori siano fruitori di ammortizzatori sociali, o nelle quali uno o entrambi i genitori, siano disoccupati e abbiano sottoscritto un Patto di servizio quale misura di politica attiva del lavoro; oppure anche solo uno dei genitori occupato o rientrante nelle fattispecie di cui sopra, se l’altro genitore è impegnato in modo continuativo in compiti di cura, con riferimento alla presenza di componenti il nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienza, come definiti ai fini ISEE.
Ultimo aggiornamento: 14 aprile 2026, 15:28