Descrizione
È stato inaugurato giovedì 9 luglio a Piacenza il murale "Tributo a Giorgio Armani", opera del pittore e urban artist Kotè (Antonio Cotecchia) delle dimensioni di 27 metri di altezza per 11 di larghezza, realizzato sulla facciata di una palazzina nel quartiere Farnesiana nell’imminenza del compleanno dello stilista, che l'11 luglio avrebbe compiuto 92 anni.
"Tributo a Giorgio Armani" è il vincitore della sezione speciale dedicata a Giorgio Armani del bando comunale “UAU PC! – Urban Art Unites Piacenza”, iniziativa annunciata dalla Sindaca Katia Tarasconi durante il Festival del Pensare Contemporaneo per omaggiare lo stilista originario di Piacenza all’indomani della sua scomparsa avvenuta il 4 settembre 2025. Finanziato dal Ministero dell'Interno tramite il Fondo per la sicurezza urbana, il murale è stato realizzato anche grazie ai contributi della Fondazione di Piacenza e Vigevano (Bando Cultura 2026) e alla partecipazione della cooperativa Abicoop.
L’opera di Kotè è l'atto conclusivo di un percorso multidisciplinare promosso dall’associazione ArteViva ETS, che ha unito arte urbana, impegno sociale e alta formazione. Il progetto ha preso il via con la masterclass sul caso di business Armani tenuta da Frank Pagano, autore del Sole 24 Ore. L'iniziativa, svoltasi a Piacenza, città candidata a Capitale Europea della Cultura 2033, si pone l'obiettivo di raccontare e valorizzare la straordinaria vicenda personale e professionale di Giorgio Armani, rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni e alle donne, da sempre muse ispiratrici dello stilista.
“Il nostro intento era raccontare Giorgio Armani a ragazzi che oggi hanno vent’anni, partendo dalle sue origini piacentine, senza dare nulla per scontato ed evitare di calare l’opera dall’alto.”- ha commentato Debora Malaponti, co-fondatrice di ArteViva ETS - “Abbiamo cercato di attivare il ricordo e la memoria della sua vita, agendo con e nella comunità e questo ha inevitabilmente generato nuovi significati."
L'attenzione al sociale si riflette anche sull'accessibilità: grazie ai fondi dell’Assessorato al Welfare del Comune di Piacenza affidati ad A.S.P Città di Piacenza, il murale è stato dotato di un'audiodescrizione in italiano e inglese per persone con disabilità visive. Curata da Blindsight Project ODV, l'iniziativa rende il tributo a Giorgio Armani un raro esempio di arte urbana a cielo aperto realmente inclusiva.
L’opera di Kotè e il suo significato
Nel murale ideato da Kotè dominano il volto dello stilista e lo sguardo, intenso e misterioso, che sembra quasi seguire i passanti. Come è tipico nelle opere dello urban artist, metà del viso è ben riconoscibile, mentre l’altra è costituita da una trama di figure: in alto, una sarta è intenta a imbastire con ago e filo un tessuto, più in basso, invece, si alternano i bozzetti di eleganti silhouette femminili. Ai colori prediletti dallo urban artist, il viola e il magenta, si affiancano il blu, il nero e il “greige Armani”, omaggio all’universo cromatico dello stilista. Dal fondo emergono, come ricordi lontani, architetture e geografie: il fiume Trebbia che scorre nella “sua” Rivalta e le arcate, appena accennate, del Teatro Municipale, dove l'11 maggio 2023 l'Università Cattolica del Sacro Cuore gli conferì la laurea honoris causa in Global Business Management, evocata nel murale anche dal tocco accademico indossato dallo stilista nell'occasione. Suggestioni che raccontano il legame di Armani con Piacenza, ma anche oggetti che fermano sul muro le due grandi passioni dello stilista: il cinema e la moda, qui rappresentati rispettivamente da una pellicola e da un rocchetto da cui si srotola il filo che attraversa e tiene insieme tutte le immagini che costituiscono questa enorme scenografia. Infine, alla base, le vere protagoniste del murale: le donne che negli abiti di Giorgio Armani hanno trovato nuovi modi di abitare il mondo del lavoro, e non solo.
“Ho scelto di non imitare il suo stile, ma di raccontare l'Armani scintillante, onirico ed eccentrico che lui stesso rivendicava di essere, oltre le etichette in cui in tanti hanno provato a rinchiuderlo.” - ha dichiarato Kotè - “Mi sono avvicinato alla sua storia con rispetto, ma usando il mio linguaggio. Vorrei che questo omaggio parlasse soprattutto ai giovani: passione, dedizione e coraggio possono trasformare un’origine semplice in una storia capace di ispirare il mondo.”
La cerimonia inaugurale
Il volto del “Signor Armani” reinterpretato dall’artista è stato svelato durante la cerimonia inaugurale con un’azione performativa. Grazie all'intervento dei Vigili del Fuoco, è stata calata a terra l’installazione tessile “HABITUS”. Nata da un’idea di Debora Malaponti di ArteViva ETS, l’opera è composta da 71 lenzuola di cotone bianco di recupero, unite e tessute da insegnanti, volontarie e donne del Laboratorio di Sartoria del Centro antiviolenza di Piacenza - Associazione Città delle Donne Odv. Nel corso di un workshop guidato dall'artista pistoiese Emanuela Baldi e durato due mesi, le donne, utilizzando scarti di indumenti e scampoli, hanno scritto su questo grande arazzo un messaggio dal forte valore simbolico “Abito me stessa, il vestito più elegante”.
L'evento ha visto la partecipazione delle massime autorità cittadine e istituzionali, tra cui la Sindaca di Piacenza Katia Tarasconi e il Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi, alla presenza di una delegazione del Gruppo Armani. Sono inoltre intervenuti Debora Malaponti, co-fondatrice di ArteViva ETS, l'Assessore alle Politiche Giovanili Francesco Brianzi e i due artisti, Kotè ed Emanuela Baldi.
"Piacenza - sottolinea la sindaca Katia Tarasconi - rende il suo primo tributo ufficiale a Giorgio Armani e lo fa, nell'imminenza di quello che sarebbe stato il suo 92° compleanno, attraverso il linguaggio dell'arte urbana, omaggiando così la genialità dell'estro creativo, il talento universalmente riconosciuto ma anche, nei dettagli dell'opera, il profondo legame con il territorio che ne custodisce le radici e gli affetti. Ringrazio, a nome di tutta la comunità, la famiglia Armani e i suoi più stretti collaboratori, per aver condiviso sin dall'inizio un progetto che vede, nel murale inaugurato oggi, non solo un segno tangibile del ricordo che ci unisce, ma innanzitutto la celebrazione di una vita straordinaria. Questa è la prima tappa di un percorso volto a onorare come merita, nella sua città natale, Giorgio Armani e i valori eterni che ha espresso attraverso la sua arte e le sue creazioni”.
“Questo murale - ha rimarcato nella sua nota di saluto inviata per l’occasione il Ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti - non è solo un’opera d’arte pubblica, ma l’omaggio a uno dei più grandi italiani del nostro tempo. Giorgio Armani ha portato nel mondo la sua idea di stile segnando il costume, il cinema e l’immaginario collettivo, ma soprattutto rappresentando il Paese con una forza rara: quella di chi non ha avuto bisogno di eccessi per essere riconosciuto ovunque. Le sue origini piacentine sono motivo di orgoglio per questa terra ed è importante che la città sappia custodirne la memoria anche nello spazio pubblico: un murale rende visibile ciò che una comunità sceglie di ricordare. L’opera che viene inaugurata oggi rappresenta, dunque, un tributo sincero a Giorgio Armani, ma anche un segno di fiducia nella cultura come strumento di rigenerazione urbana e civile”.
Anche l’assessora regionale alla Cultura dell’Emilia-Romagna, Gessica Allegni, ha voluto trasmettere il proprio messaggio: “Il linguaggio dell'arte urbana rende visibile ciò che una comunità sente profondamente, lo consegna allo spazio pubblico e lo trasforma in patrimonio condiviso. Questo tributo a Giorgio Armani, uno dei più grandi interpreti della creatività italiana nel mondo, ne è un esempio luminoso, capace di restituire alla città di Piacenza, e all'intera regione, la memoria di un uomo che ha saputo fare dell'eleganza un tratto distintivo. Un'opera esemplare anche sotto l'aspetto dell'accessibilità, grazie all'audiodescrizione che la rende fruibile anche a chi non può vederla con gli occhi. Le donne del Laboratorio di Sartoria del Centro antiviolenza di Piacenza - Associazione Città delle Donne Odv, insieme a insegnanti e volontarie, hanno dato a questo percorso una profondità in più, cucendo punto dopo punto un messaggio potente, che non è solo un omaggio allo stilista, ma una dichiarazione di dignità e di libertà. Un processo nato dal basso, vissuto insieme, che ha trovato nel murale la sua forma più alta: la dimostrazione che quando la cultura è davvero partecipata, diventa qualcosa di ancora più grande di un'opera d'arte."
"Con la realizzazione del progetto di ArteViva e Koté - aggiunge l’assessore Francesco Brianzi - abbiamo accolto la proposta con cui la nostra comunità giovanile ha voluto rendere omaggio a Giorgio Armani mettendo in evidenza, innanzitutto, il suo ruolo di imprenditore esemplare nell'etica del lavoro e nel coltivare il proprio sogno, la sua capacità di parlare anche alle nuove generazioni e di costruire una grammatica personale dello stile, in grado di attraversare i codici e di metterli in discussione: ha sciolto rigidità e stereotipi, aperto nuove possibilità tra rigore e immaginazione, identità e libertà. Consegniamo alla città, anche grazie al sostegno di tutti i partner, un'opera preziosa, che arricchisce il patrimonio collettivo legato al bando comunale sull'arte urbana e ci mostra, ancora una volta, il potere rigenerante di quella bellezza di cui Giorgio Armani era interprete e fautore".
“L’arte urbana è una storia che si intreccia con quella della città, un messaggio che vive nello spazio pubblico e parla a tutti. Questo murale non è solo un omaggio alla straordinaria vicenda umana e professionale di un grande stilista, è anche un invito alle giovani generazioni affinché credano nel valore del talento e della dedizione, nell'impegno che può portare a risultati straordinari. La storia di Giorgio Armani è l’esempio di una passione che va oltre i successi personali e può diventare fonte di ispirazione per un’intera comunità.” ha commentato il Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Roberto Reggi.
L'iniziativa è stata realizzata con il contributo dei partner tecnici: L’Ottagono Colore 88, KZERO e Gelateria Marco Pagani.
ArteViva ETS è un’associazione senza scopo di lucro nata con l’intento di promuovere la cultura e l'arte in tutte le sue forme come strumento per la riqualificazione urbana e la rigenerazione sociale. Tra le opere realizzate a Piacenza: il murale "Elogio della tua unicità", vincitore del Bando UAU PC! e del contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano; il campo da basket d’artista “La piramide della vita” in via Negri nell’ambito del progetto #ontheroad, promosso da diversi settori del Comune di Piacenza e la Regione Emilia-Romagna e il murale lungo la cornice dell’immobile scolastico Ex IPSIA “Leonardo Da Vinci”, commissionato dalla Provincia di Piacenza, in collaborazione con gli studenti del Liceo Artistico Cassinari.
Biografia Kotè
Antonio Cotecchia, in arte Kotè, è un pittore, urban e sound artist. Da oltre vent'anni lavora al confine tra arti visive, musica e sperimentazione, con un linguaggio che esplora l'identità e la complessità della natura umana. Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo artistico di Salerno, si trasferisce a Milano per studiare all’Accademia delle Belle Arti di Brera, dove si laurea in pittura. Per oltre vent'anni, affianca a quella di consulente creativo ed esperto digitale collaborando con grandi aziende e agenzie di pubblicità internazionali. Nel 2018 intraprende i primi lavori di arte urbana, in collaborazione con scuole, amministrazioni pubbliche ed enti privati di promozione sociale e culturale. Lo stile di Kotè fonda le sue radici nelle tecniche pittoriche tradizionali e si sviluppa attorno a riferimenti di matrice espressionista, futurista, cubista e pop. Nel 2025 partecipa come speaker al TEDx Modena con un talk performance sul senso della meraviglia come scintilla che attiva la creatività, spingendo all'azione, al cambiamento e alla piena espressione del sé. Tra le sue opere murarie: il tributo a Lucio Dalla commissionato dalla Fondazione Lucio Dalla a Bologna, "Elogio alla tua Unicità" a Piacenza, “Futura” ad Aielli (AQ) per la Rappresentanza italiana della Commissione europea, “Figlie del tempo” a Salerno.
HABITUS: un manifesto tessile dell’eleganza interiore delle donne
Nei primi giorni di luglio, non appena ultimato, il grande volto di Armani firmato da Kotè è stato celato da un’imponente copertura in tessuto – che costituisce essa stessa un’opera d’arte –, in attesa di essere svelato al pubblico e alla stampa nel giorno dell’inaugurazione.
L’installazione dal titolo “Habitus”, nata da un’idea di Debora Malaponti di ArteViva ETS, è composta da 71 lenzuola di cotone bianco di recupero, unite e tessute da insegnanti, volontarie e donne del Laboratorio di Sartoria del Centro antiviolenza di Piacenza - Associazione Città delle Donne Odv. Nel corso di un workshop guidato dall'artista pistoiese Emanuela Baldi e durato due mesi, le donne, utilizzando scarti di indumenti e scampoli, hanno scritto su questo enorme arazzo, che copre la quasi totalità della facciata dipinta del condominio “Farnesiana” in via Egidio Carella, un messaggio dal forte valore simbolico “Abito me stessa, il vestito più elegante”.
“Fin dal primo incontro con le donne del Centro, sapendo l’impegno e le difficoltà che questo lavoro avrebbe portato, ho trovato nei loro occhi qualche timore - onestamente 27 metri in altezza sono una misura che intimidisce -, ma anche accoglienza, passione sincera e una buona dose di follia. “ - ha dichiarato Emanuela Baldi -. “ Da sola non avrei mai potuto realizzare un’opera così, non solo per le dimensioni. Ogni cucitura porta con sé un pezzetto della donne che l’ha realizzata, un dono prezioso, segno di rigenerazione, forza, amore.”
“Questo murale e l’opera tessile che lo custodisce - chiosa Nicoletta Corvi, assessora con delega al Contrasto alla violenza di genere - raccontano un legame profondo tra Giorgio Armani e le donne: non semplici muse, ma protagoniste e interpreti di una visione che ha saputo trasformare il corpo, l’abito e il modo stesso di intendere l’eleganza. Il coinvolgimento del Centro Antiviolenza esprime un messaggio di dignità e rispetto che rafforza ulteriormente l’attenzione alla dimensione femminile richiesta anche nel bando comunale sull’arte urbana”.
Il titolo dell’opera collettiva si appropria dell'accezione aristotelica di habitus (dal greco héxis): non un abito che si indossa passivamente, ma una disposizione ad agire che si acquisisce nel tempo attraverso la scelta e la consapevolezza, legandosi indissolubilmente alla figura di Giorgio Armani e al ruolo rivoluzionario che lo stilista ha avuto nell’emancipazione femminile. A partire dagli anni ‘70, Armani, destrutturando la giacca maschile e donandola alle donne, ha liberato il loro corpo dalle costrizioni dell'iper-decorativismo, conferendo loro, per sottrazione, un’eleganza autentica.
Il maxi telo che copre il murale protegge e rivela al tempo stesso: è il manifesto di un'eleganza interiore che non ha bisogno di sovrastrutture, ma che rivendica il diritto più sacro di ogni donna: quello di abitare, finalmente, se stessa. Le lenzuola usate – che evocano la dimensione intima della casa, ma a volte anche quella del trauma – vengono qui recuperate, ricucite e risignificate, diventando un habitus nuovo: il modo in cui queste donne scelgono, oggi, di stare al mondo e di abitare lo spazio pubblico in piena libertà.
“La magnifica occasione che ci è stata offerta da ArteViva ETS di partecipare attivamente al contributo piacentino in omaggio e ricordo dello stilista Giorgio Armani, ci ha onorato e commosso; è stato un riconoscimento così gratificante che noi non saremmo mai riuscite a restituire alle donne del nostro laboratorio che ricamano, assemblano, producono attorno ad un tavolo condividendo riflessioni, sorrisi e silenzi sorseggiando in tazzine di porcellana, un buon caffè fatto con la moka.” - ha commentato Anna Gallazzi, vicepresidente del CAV - “Giorgio Armani rimarrà nel cuore e nella memoria delle "mani" delle donne che hanno cucito punto dopo punto per creare un messaggio importante che abiterà il nostro femminile e la nostra libertà nello spazio.”
Biografia dell’artista
Emanuela Baldi è un'artista ed esperta in processi co-creativi e di arte pubblica. La sua ricerca si concentra sull'attivazione delle comunità locali, lo sviluppo territoriale e il dialogo interculturale, progettando percorsi in cui la manualità e il rammendo creativo diventano strumenti per costruire relazioni e generare consapevolezza sociale. Ha maturato un’esperienza decennale in contesti locali, nazionali e internazionali, formandosi presso e collaborando con importanti realtà del panorama artistico contemporaneo, tra cui Cittadellarte Fondazione Pistoletto, Artway of thinking e The School of the Art Institute of Chicago. Nel 2020, ha co-fondato il Collettivo Artistico Meduse, promotore di Ostinata Festival, un percorso diffuso di azioni, laboratori e pratiche improntati alla totale inclusività. Vive a Pistoia.
Il Centro antiviolenza di Piacenza, Associazione la Città delle Donne O.d.v., è operativo sul territorio di Piacenza e provincia dal 1996, con l’impiego di fare emergere il fenomeno della violenza contro le donne, ai tempi ancora sommerso e sconosciuto. La metodologia, così come quella di tutti i Centri antiviolenza appartenenti al Coordinamento regionale e nazionale Di.R.e. che abbiamo istituito nel 2009 e 2006, si fonda sulla connessione a quel "profondo femminile" che appartiene a tutte e che dovrebbe risvegliare la solidarietà, la complicità e il desiderio di conoscere e combattere la violenza sulle donne, e lottare per la parità di genere non per dividere, ma per connettere e migliorare le relazioni sociali. Il Laboratorio di Sartoria è una di queste occasioni. Nasce all'interno del Progetto IN DIV.E. - In divenire per essere - proposto a Bando regionale nel 2024 e quindi sostenuto dalla Regione Emilia Romagna. Affiancate da professioniste, le donne che vi aderiscono usufruiscono della possibilità di imparare l'arte del cucito, del ricamo e della creatività applicata alla "stoffa".
Un murale senza barriere: l'audiodescrizione per l'accessibilità sensoriale tramite QR Code
L’opera “Tributo a Giorgio Armani” è pensata per essere vissuta da tutti, abbattendo le barriere non solo sociali ma anche sensoriali. Già dal momento dell’inaugurazione, infatti, le persone con disabilità visive potranno accedere a un’audiodescrizione dell’opera inquadrando un QR code permanente posizionato in prossimità del murale e online sul sito internet di Blindsight Project ODV, associazione attiva nell’ambito dell'accessibilità, che ne ha curato la realizzazione. Il servizio, disponibile sia in italiano che in inglese, è stato reso possibile grazie ai fondi del Comune affidati ad A.S.P. (Azienda di Servizi alla Persona) Città di Piacenza.
A dare corpo, calore e profondità alla versione italiana è la voce di Antonella Giannini, nota doppiatrice, dialoghista e direttrice del doppiaggio, che dà vita al testo scritto da Alessandra Paganelli e Laura Raffaeli.
Le parole della Presidente di Blindsight Project ODV, Laura Raffaeli:
“Siamo particolarmente lieti di aver contribuito a rendere accessibile il murale dedicato a Giorgio Armani, attraverso la realizzazione dell’audiodescrizione dell’opera di Kotè. Quando istituzioni, aziende e committenti scelgono di investire nell’inclusione, compiono un passo concreto verso una cultura realmente aperta a tutti. Rendere accessibili le opere d’arte è fondamentale; nel caso delle opere a cielo aperto significa offrire, anche alle persone con disabilità visive, la possibilità di conoscerle, immaginarle e viverle, partecipando pienamente a un patrimonio che appartiene all’intera comunità. È un impegno che portiamo avanti con convinzione, perché l’accessibilità non è un elemento accessorio, ma è uno strumento concreto di inclusione”.
Chi è Blindsight Project ODV: la scheda
• La missione: Blindsight Project ODV è un’organizzazione impegnata nella promozione dell’inclusione delle persone con disabilità sensoriali. Attraverso campagne e progetti che coniugano cultura, innovazione e partecipazione sociale, lavora per rendere arte, cinema, cultura e informazione accessibili a tutti, collaborando con istituzioni, enti e comunità per diffondere l’accessibilità come diritto e valore condiviso.
• Oltre vent'anni di attività: L’associazione è pioniera nell’abbattimento delle barriere sensoriali nei settori della cultura, dello spettacolo e dell’accessibilità digitale. Ha contribuito a portare audiodescrizioni e sottotitoli in teatri, cinema, festival cinematografici e musei aperti al pubblico. Promuove inoltre campagne di sensibilizzazione, attività di tutela dei diritti e progetti dedicati all’autonomia e alla partecipazione delle persone con disabilità sensoriali alla vita della comunità.
Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2026, 12:13