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Confronto tra Comuni per politiche urbanistiche condivise

In vista dell’attuazione dei contenuti del Piano strutturale comunale e della prossima approvazione della nuova legge urbanistica regionale, il sindaco Paolo Dosi e il presidente della Provincia Francesco Rolleri hanno convocato a fine aprile una riunione presso l’ente di via Garibaldi, coinvolgendo i territori limitrofi al capoluogo in un confronto sulle politiche di riduzione del consumo di suolo. In particolare, è risultato evidente che, benchè la procedura di formazione dei PSC preveda un coinvolgimento dei territori limitrofi e interessati dalle scelte del piano in sede di conferenza di pianificazione, lo stesso coinvolgimento non sia previsto nella pianificazione operativa.  
Questo primo incontro recepisce le osservazioni emerse nel dibattito sulle linee generali di indirizzo del Poc, il Piano operativo comunale, il cui documento preliminare è stato approvato in sede consiliare al termine del relativo percorso partecipato.
Se, allo stato attuale, le norme prevedono che ogni Comune possa decidere autonomamente in merito alle politiche urbanistiche sul territorio di propria competenza, si condivide però l’esigenza di coordinare gli interventi oltre ai confini amministrativi ed ambire ad una programmazione sinergica che risponda in modo ancor più stringente alle aspettative dei singoli territori, ma al contempo sia attenta a prevenire ripercussioni negative, derivanti da interventi puntuali, sui territori limitrofi.
L’invito è stato esteso ai Comuni di Calendasco, Rottofreno, Gossolengo, Pontenure, Podenzano, Gragnano Trebbiense e Caorso, nonché alle municipalità di San Rocco al Porto, Guardamiglio e Caselle Landi, unitamente alla Provincia di Lodi.
Presente anche il consigliere regionale Giorgio Pruccoli, componente della Commissione regionale Territorio, Ambiente e Mobilità e relatore della nuova legge di pianificazione territoriale per l’Emilia Romagna, il quale ha confermato che l’approvazione dovrebbe avvenire entro l’anno e che uno dei capisaldi della normativa sarà il saldo zero per il consumo di suolo, sia per i Piani urbanistici generali dei Comuni, sia nel Piano strategico di area vasta che attualmente coincide con l’ambito provinciale.
Infrastrutture viabilistiche, poli produttivi, pendolarismo: questi i temi oggetto del dibattito, da cui è emerso non solo il sostanziale accordo sulla necessità di ridurre al massimo il consumo di suolo, privilegiando la rigenerazione degli immobili esistenti rispetto a nuove edificazioni, ma anche l’importanza di una sinergia tra realtà che abbiano interessi comuni sotto il profilo dell’attrattività turistica, della progettualità sociale o della presenza di poli universitari.
Al fine di dare continuità e regolarità a questo metodo di confronto, su cui c’è stata un’unanime valutazione positiva, seguiranno un’altra serie di incontri da definire prossimamente.