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Referendum del 12 e 13 giugno 2011

Il 12 e il 13 giugno gli elettori italiani sono stati chiamati a esprimersi su quattro referendum abrogativi sui temi di nucleare, privatizzazione dell'acqua e legittimo impedimento A Piacenza si è votato anche per un quesito referendario relativo alla destinazione d'uso dell'area militare Pertite.

I risultati a Piacenza (dati non ufficiali)

 

 

Referendum nazionali

Votanti definitivi

Esiti                                    

NO


Referendum n.1 (scheda rossa)
Privatizzazione dell'acqua - Modalità affidamento

55,65 %
(41.459)
93,31 %
(37.938)
6,69 %
(2.722)

Referendum n. 2 (scheda gialla)
Privatizzazione dell'acqua - Determinazione della tariffa

55,68 %
(41.478)
93,84 %
(38.323)
6,16 %
(2.517)

Referendum n. 3 (scheda grigia)
Energia nucleare - Nuove centrali

55,64 %
(41.448)
91,95 %
(37.592)
8,05 %
(3.291)

Referendum n. 4 (scheda verde)
Legittimo impedimento

55,65 %
(41.456)
93,42 %
(38.113)
6,58 %
(2.685)

Quesito comunale

Votanti definitivi

NO


Destinazione d'uso dell'area militare della Pertite

32,81 %
(30.377)
97,76 %
(29.560)
2,24 %
(677)

 

 

Sono quattro i quesiti sui quali i cittadini italiani sono stati chiamati a pronunciarsi in un referendum domenica 12 e lunedì 13 giugno.
Due quesiti sono stati proposti dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Pubblica, due sono stati proposti dall’Italia dei Valori. Si è votato dalle 8 alle 22 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì.
Trattandosi di referendum abrogativi, bisogna votare Sì se si vuole cancellare le norme oggetto dei quesiti, mentre votando No le norme rimangono in vigore.
Due delle leggi oggetto di referendum sono state modificate nelle scorse settimane e questo ha portato alla riscrittura totale o parziale di due dei quattro quesiti referendari.


A Piacenza si è votato anche per un quesito referendario comunale relativo alla destinazione d'uso dell'area militare Pertite, promosso dal Comitato per il Parco Pertite.

 


Per poter esercitare il diritto di voto per i referendum popolari abrogativi nazionali, l’elettore deve munirsi di un documento di identità valido ed essere in possesso di tessera elettorale.
Per quanto concerne il Referendum consultivo comunale, i  residenti nel Comune di Piacenza che abbiano compiuto almeno 16 anni, non in possesso della tessera elettorale, per esercitare il diritto di voto devono munirsi di  apposita attestazione  di  ammissione al voto rivolgendosi all’Ufficio Elettorale del Comune di Piacenza via Beverora 57  nei giorni ed orari sotto indicati:

Venerdì  10 giugno dalle ore 8.15  - 19.00
Sabato 11 giugno dalle ore 8.15  - 19.00
Domenica 12 giugno dalle ore 8.00 alle ore 22.00
Lunedì 13 giugno dalle ore 7.00 alle ore 15.00

IL QUESITO COMUNALE

 

Testo del quesito
Volete che l’intera area militare “Pertite” sia trasformata in parco pubblico, allo scopo di raggiungere la quota minima di parchi urbani stabilita dalla legge e che il comune si impegni con tutti gli strumenti a sua disposizione per raggiungere tale risultato?

 

I QUATTRO QUESITI NAZIONALI


SCHEDA GRIGIA: QUESITO SUL NUCLEARE

Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare. Ecco il testo, riformulato dalla Cassazione.

Testo del quesito
«Volete che siano abrogati i commi 1 e 8 dell'articolo 5 del decreto legge 31/03/2011 n. 34 convertito con modificazioni dalla legge 26/05/2011 n.75 ?».
Finalità del quesito
Il quesito si propone di cancellare ogni riferimento normativo che permetta l'avvio del piano nucleare proposto dall'attuale Governo. Nel mirino del quesito il comma 1 dell'articolo 5 del cosiddetto decreto omnibus che prevede una sorta di stop alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, e il comma 8 del medesimo articolo 5 che prevede entro un anno l'adozione della Strategia energetica nazionale.
Come si vota
Votando "Sì" si cancellano i due commi del decreto omnibus. Votando "No" resta in vigore la normativa vigente.


SCHEDA VERDE: QUESITO SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO
Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51 in materia di legittimo impedimento del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte costituzionale.

Testo del quesito
«Volete voi che siano abrogati l'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5 e 6, nonchè l'articolo 2, della legge 7 aprile 2010, n. 51, recante «Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza»?».
Finalità del quesito
Si propone di cancellare interamente la legge 51 del 2010 che ha introdotto per premier e ministri la possibilità, per legittimo impedimento, di disertare le aule di giustizia.
Come si vota
Votando "Si" al quesito si abroga per intero la legge 51 del 2010. Votando "No" invece si mantiene in vigore la legge.

SCHEDA ROSSA: PRIMO QUESITO REFERENDARIO SULL'ACQUA

Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione.

Testo del quesito
«Volete voi che sia abrogato l'articolo 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria», convertito con modificazione in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall'articolo 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99 recante «Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonchè in materia di energia» e dall'articolo 15 del decreto legge 25 settembre 2009, n. 135 recante «Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea» convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale?»
Finalità del quesito

Si propone l'abrogazione dell'articolo 23 bis della manora estiva 2008 che riguarda i servizi pubblici di rilevanza economica. Oltre all'acqua, la norma interessa pure rifiuti, bus e metropolitane. La disposizione sotto esame stabilisce in particolare come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l'affidamento a soggetti privati attraverso gara o l'affidamento a società a capitale misto pubblico-privato all'interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40 per cento. Praticamente, con queste norme si punta ad aprire al mercato le gestioni dei 64 Ato, Ambito territoriale ottimale, (su 92) che non hanno ancora proceduto ad affidamento o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cessaranno entro dicembre 2011 o potranno trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40 per cento. La norma disciplina inoltre le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l'affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro il giugno 2013 e al 30% entro dicembre 2015.
Come si vota
Votando "Sì" al quesito si abroga l'intero articolo 23 bis della legge 133 del 2008. Votando "No" invece si mantiene in vigore la disposizione.


SCHEDA GIALLA: SECONDO QUESITO REFERENDARIO SULL'ACQUA

Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norme.

Testo del quesito
«Volete voi che sia abrogato il comma 1 dell'articolo 154, comma 1 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 «Norme in materia ambientale», limitatamente alla seguente parte: «dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito»?»
Finalità del quesito
La norma sottoposta a referendum è inserita nel codice dell'Ambiente e riguarda la tariffa del servizio idrico integrato. Tale tariffa, prevede la disposizione in esame, costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed è determinata tenendo conto tra l'altro dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito. Secondo i referendari questa parte della norma consentirebbe al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.
Come si vota
Votando "Sì" al quesito si elimina dal comma 1 dell'articolo 154 in esame il riferimento al criterio dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito nella determinazione della tariffa del servizio idrico integrato. Votando "No" invece si mantiene in vigore la disposizione.



15/07/2021 - 14/06/2011