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Prevenzione dell'infezione da West Nile virus

Zanzara comune vettore dell'infezione West Nile virus nell'uomo

La sorveglianza entomologica e veterinaria, attivata a seguito del Piano regionale di sorveglianza delle arbovirosi per il 2019, ha evidenziato il riscontro di positività in zanzare catturate il 6 agosto in una trappola della rete di monitoraggio collocata a Polesine Zibello (PR). Tale trappola è stata individuata come trappola di confine “parlante” anche per le province di Piacenza e di Cremona.
Secondo quanto previsto dal Piano sorveglianza arbovirosi 2019 della Regione Emilia-Romagna, il suddetto riscontro configura nella provincia di Piacenza un livello di rischio 2 (probabilità di epidemia bassa/moderata) ed ha comportato la messa in atto di interventi di controllo del vettore e di prevenzione dell’infezione nell’uomo e negli equini.

 

n tale circostanza, ed in analoghe situazione verificatesi negli anni precedenti, il Comune di Piacenza ha emanato specifiche Ordinanze Sindacali, ultima l’Ordinanza sindacale n. 433 del 9.8.2019  (disponibile a fondo pagina) che è rimasta in vigore fino al 31 ottobre 2019.
Tali Ordinanze, in considerazione del livello di rischio riscontrato, prevedevano l'adozione di alcune misure precauzionali:

In tale circostanza, ed in analoghe situazione verificatesi negli anni precedenti, il Comune di Piacenza ha emanato specifiche Ordinanze Sindacali, ultima l’Ordinanza sindacale n. 433 del 9.8.2019  (disponibile a fondo pagina) che è rimasta in vigore fino al 31 ottobre 2019.
Tali Ordinanze, in considerazione del livello di rischio riscontrato, prevedevano l'adozione di alcune misure precauzionali:

 

  • continuare ad attuare rigorosamente gli interventi di lotta antilarvale;
  • effettuare interventi straordinari preventivi con adulticidi qualora sia in programma una manifestazione che comporti il ritrovo di molte persone nelle ore serali in aree all’aperto;
  • sensibilizzare i proprietari di equidi a vaccinare gli animali di proprietà.

 

Anche il Piano regionale di sorveglianza delle arbovirosi per il 2020 sarà basato sulla sorveglianza entomologica e veterinaria che prevede la ricerca del virus sia nelle zanzare, che ne sono vettore, che negli uccelli selvatici, principalmente i corvidi, nei quali il virus si moltiplica fino a renderli “serbatoi” in grado di infettare le zanzare.

Ovviamente, se le evidenze rese disponibili dal Piano regionale dovessero richiederlo, anche quest'anno potranno essere adottate specifiche Ordinanze Sindacali che saranno graduate in base al livello di rischio riscontrato.

Maggiori informazioni, (opuscoli, locandine, video informativi, ecc.) si possono scaricare dai siti


I Centri Nazionali e Regionali Sangue e Trapianti sono informati per l’attuazione degli interventi di competenza.


Tutti i dettagli sulle modalità delle operazioni di disinfestazione, sulle prescrizioni da seguire in aree pubbliche o private sono contenuti nel testo dell'ordinanza n. 433 del 9.8.2019 e della nota interpretativa consultabili a fondo pagina.

 

West Nile Virus
È diffuso in molte regioni di Medio-Oriente, India, Indonesia, Africa settentrionale (specie in Egitto), ma ormai presente anche in alcune zone dell'Europa che si affacciano sul Mediterraneo.Il ciclo di moltiplicazione del virus si sviluppa fra alcune specie di uccelli migratori e le nostre zanzare.
L'uomo, come pure il cavallo, viene infettato occasionalmente e non è in grado di trasmettere l'infezione né ad altre zanzare, né ad altre persone.
Il contatto col virus solitamente si limita ad un'infezione che decorre senza disturbi e l'unica traccia che rimane è la presenza di anticorpi specifici contro il virus.
In alcuni casi si sviluppa la malattia denominata West Nile Disease, con sintomi evidenti che possono ricordare una sindrome influenzale e che durano pochi giorni. Tuttavia, sia pure raramente e soprattutto in persone debilitate, si può arrivare a gravi forme neurologiche che richiedono il ricovero in ospedale.
La diagnosi di queste forme avviene grazie alla stretta collaborazione dei reparti ospedalieri dell’Azienda USL con il laboratorio regionale di riferimento.

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