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Il saluto del Sindaco al Vescovo Cevolotto

A nome della comunità piacentina, Patrizia Barbieri ha rivolto il messaggio di benvenuto a Monsignor Adriano Cevolotto, nel suo primo giorno alla guida della Diocesi di Piacenza-Bobbio nella cerimonia in Duomo

Eccellenza Reverendissima,
in questa giornata di festa per il Suo ingresso ufficiale alla guida della Diocesi di Piacenza – Bobbio, la nostra comunità La accoglie con un sentimento di gioia, speranza e fiducia che ho l'onore, come Sindaco e Presidente della Provincia, di condividere con Lei nel porgerLe il più caloroso benvenuto.

Le tappe che hanno contraddistinto, simbolicamente, il Suo percorso di avvicinamento alla Cattedrale, Le hanno permesso di toccare con mano la ricchezza della storia bimillenaria e del patrimonio culturale di questo territorio, il volto più autentico della carità cristiana, la dimensione umana e spirituale nell'incontro con i sacerdoti e l'abbraccio, carico di affetto e di entusiasmo, dei giovani che l'hanno accompagnata verso piazza Duomo.

Con la stessa, spontanea immediatezza, Piacenza si presenta oggi al suo nuovo Vescovo, rispondendo con convinzione a quell'appello così significativo che ha voluto rivolgerci, pubblicamente, a pochi giorni dalla Sua nomina: “Possiamo camminare insieme”. Nel Suo richiamo all'importanza delle relazioni e della condivisione, abbiamo ritrovato il senso profondo della coesione sociale e della collaborazione a cui monsignor Gianni Ambrosio, in questi anni, ci ha costantemente esortato e che oggi rinnoviamo, insieme a Lei, con convinta adesione e consapevolezza.

Con umiltà Le chiediamo di aiutarci sempre, nel porre l'amore e l'altruismo al centro della nostra azione, a fare breccia nel muro dell'indifferenza. Ci rivolgiamo a Lei perché possa sostenerci nell'impegno a coltivare il dialogo, a superare gli steccati del pregiudizio, a far sì che nessuno debba essere lasciato solo nella sofferenza.

Questa è l'identità di cui, con orgoglio, vorremmo poterLe mostrare il volto. Dietro la proverbiale riservatezza e discrezione, la nostra gente sa rivelare un animo generoso e una sensibilità concreta nei confronti di chi versa in condizioni di disagio e difficoltà. Confidiamo nel Suo esempio e nel Suo insegnamento, Eccellenza, affinché possa non venire meno questa attenzione nei confronti dell'altro, questo desiderio di reciproco scambio e supporto di cui abbiamo riscoperto, nel durissimo impatto della pandemia, il valore e l'essenzialità.

A Lei, dunque, affidiamo oggi quella che speriamo possa sentire sin d'ora la Sua casa e la Sua famiglia: un territorio in stretta correlazione con la propria Diocesi, di cui le comunità parrocchiali, il tessuto associativo e il mondo del volontariato rappresentano la linfa vitale. Una città antica, fiera del proprio appellativo di Primogenita d'Italia e della Medaglia d'Oro al Valor Militare, conferita per il sacrificio in difesa dei princìpi universali e irrinunciabili della libertà e della democrazia.

Le siamo riconoscenti, Eccellenza, per aver accettato di condividere con noi parte del Suo cammino, onorati di poter salutare il Suo insediamento nel luogo che più di ogni altro è, per tutti i piacentini, simbolo di fede. A due settimane dalla Sua ordinazione nella Cattedrale di Treviso, cui l'intera comunità piacentina è stata idealmente partecipe, Le rinnoviamo il più sincero benvenuto.

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