DESTINAZIONE TURISTICA EMILIA

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Capitale della Cultura, Piacenza tra le dieci finaliste

Proclamata a Roma la città vincitrice per il 2020: Parma. Erano presenti alla cerimonia il sindaco Patrizia Barbieri e l'assessore alla cultura Massimo Polledri.

Piacenza era tra le città finaliste insieme a Parma e Reggio Emilia. Le tre città emiliane insieme ai loro territori di riferimento, fanno parte di “Destinazione turistica Emilia”, il soggetto composto da 102 enti locali, deputato a promuoverne l'attrattività turistica.
Si tratta di una terra dalla cultura millenaria che concentra, nelle tre città capoluogo di provincia, straordinarie evenienze storico-artistiche, ma anche una propensione, differente per aree di specializzazione, ma coerente per obiettivo, a misurarsi con la contemporaneità attraverso la comune convinzione che la cultura sia un vettore di sviluppo economico e sociale.
In occasione della proclamazione ufficiale a Capitale della Cultura, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti,  si è impegnato a collaborare strettamente con le altre due città per favorire ricadute turistiche sull'Area vasta della Destinazione turistica Emilia ai fini di valorizzarne sempre più l'attrattività dall'Italia e dall'estero, incrementando il numero di visitatori.
Le tre città avevano già condiviso un comunicato stampa sul tema. >>> Leggi il comunicato completo

 


Registrazione della cerimonia di proclamazione

 



Parma Capitale italiana della cultura 2020, la soddisfazione della Regione: grande riconoscimento per una terra di bellezza straordinaria e per tutta l'Emilia-Romagna. Al lavoro insieme con Parma, valorizzando anche idee e proposte di Piacenza e Reggio Emilia

Il presidente della Giunta e l'assessore alla Cultura: il gioco di squadra la carta vincente

Bologna – Un altro grande riconoscimento per l’Emilia-Romagna, per chi ci vive e per chi sceglie di visitare e conoscere questa terra. Parma è stata designata Capitale italiana della cultura 2020 e la Regione Emilia-Romagna, con il presidente della Giunta e l’assessore regionale alla Cultura, esprime grande soddisfazione e orgoglio per l’assegnazione da parte del Ministero dei Beni delle attività culturali e del turismo, che premia la qualità progettuale della città. La scelta è avvenuta fra una rosa di dieci candidature che comprendeva anche Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Piacenza, Reggio Emilia e Treviso.
Il fatto che tre città dell’Emilia-Romagna siano arrivate alle finali - sottolinea la Regione- è la dimostrazione della vivacità e della crescita culturale del territorio, che si conferma un vasto campo di “energie diffuse”. Energie diffuse: il punto di forza nonché il titolo della campagna di comunicazione avviata per l’Anno del patrimonio culturale europeo, e che vedrà il suo culmine nella settimana della cultura in Emilia-Romagna, dal 7 al 14 ottobre 2018.
La Regione sarà a fianco della città di Parma nell’organizzare e sostenere il cartellone 2020. L’obiettivo è infatti quello di lavorare insieme fin da subito per la piena riuscita di quella che si prospetta anche come una grande occasione di ulteriore valorizzazione e promozione delle bellezze, del patrimonio culturale e artistico e delle eccellenze del capoluogo ducale e dell’Emilia-Romagna. Nel fare questo la Regione valorizzerà anche idee e proposte di Reggio Emilia e Piacenza, puntando sulle iniziative di qualità di un’area vasta, in un’ottica di squadra, caratteristica della politica culturale dell’amministrazione regionale.
L'annuncio della designazione di Parma è stato dato questa mattina al termine dei lavori della giuria di selezione dal ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, in una cerimonia pubblica nella sede del ministero a Roma.
(Comunicato stampa della Regione Emilia-Romagna).

 


LA CANDIDATURA

Piacenza Crocevia di Culture

“Piacenza Crocevia di Culture”, è il tema che caratterizza il dossier trasmesso al Mibact per la candidatura della nostra città a “Capitale Italiana della Cultura 2020” presentato il 15 settembre 2017 in Municipio.

Non luogo di passaggio dunque, ma piuttosto spazio aperto a tutti, luogo di contaminazioni, dove età romana ed età contemporanea, Medioevo e Ottocento, archivi e innovazione tecnologica, si potenziano reciprocamente grazie al dialogo e alla collaborazione tra tutti gli attori e i protagonisti della vita cittadina.

Il tema non riguarderà tuttavia solo Piacenza e la sua offerta culturale, ma in collaborazione con il Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo verrà sottoposto anche alle altre città italiane candidate per il 2020, a partire da quelle limitrofe a Piacenza, perché l’Italia intera è da sempre un grande Crocevia di Culture.


Nel corso del 2020, un calendario settimanale che comprenderà oltre 50 appuntamenti racconterà, in italiano e in inglese, al pubblico dei grandi e dei piccini, le storie più famose e quelle meno note di Piacenza e del resto d’Italia.

La città nell’occasione aprirà i suoi oltre 130 palazzi nobiliari al cui interno prenderanno forma le storie di Piacenza, narrate con letture, momenti musicali, brevi filmati, pillole su Twitter e su Facebook, con disegni e con percorsi architettonici.

Piacenza lancerà inoltre, a ridosso del 2020, un bando per far raccontare a tutti gli italiani le loro passioni preferite, dallo sport all’antiquariato, dalle motociclette alla musica jazz, che verranno riprese dai migliori scrittori contemporanei e divulgate grazie ad accordi con i media e la stampa nazionale, per trasformarsi poi in un’unica grande mostra.

Una delle peculiarità di Piacenza e del suo territorio è l’interazione continua tra città e campagna, una continuità dolce che si trasforma in uno straordinario dialogo anche con i fiumi: il Po, naturalmente, ma anche il Trebbia e l’Arda, il Tidone e il Nure.
Un argomento decisivo per i nostri stili di vita, che scrittori, filosofi e scienziati nel 2020 a Piacenza declineranno in dibattiti e incontri affiancati da spettacoli musicali e teatrali sull’argomento.

Le sedi locali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Politecnico di Milano, in collaborazione con le più grandi università italiane, organizzeranno dieci appuntamenti pubblici per guardare avanti e capire quali siano le sfide che l’Italia, l’Europa e il Mondo dovranno fronteggiare nei prossimi 20 anni.

Piacenza Crocevia di Culture infine inviterà i giovani da tutta Italia, con particolare riferimento e accordi specifici con quanti abitano in grandi metropoli, per far capire loro la qualità della vita di provincia, e insieme guardare al 2022, anno in cui si festeggeranno i 900 anni del Duomo, vero motore immobile della vita della città.

“La sfida di Piacenza oggi - commenta il responsabile scientifico, Paolo Verri -, per cui il 2020 può rappresentare un effetto di accelerazione straordinario, è di non pensare più che la cultura sia qualcosa che viene immaginata e prodotta per un consumo principalmente rivolto agli abitanti della città e del territorio circostante, ma che questa amplissima offerta, resa ancora più valida dal confronto e dalla contaminazione con altri soggetti provenienti dai territori limitrofi, possa attirare un pubblico sempre più vasto. Solo così la cultura può diventare lo strumento per dare vita nella città di Piacenza a nuove ‘conversazioni’ con un fine specifico: quello di riaffermare, rigenerandola, l’identità culturale di una comunità di persone che scelgono di coltivare le virtù civiche come modus del loro agire”.

> consulta il dossier trasmesso al Mibact per la candidatura della città a “Capitale Italiana della Cultura 2020”